domenica 14 ottobre 2007

Società - Nel nome del padre, del figlio e....del santo pallone!

La notizia non è freschissima, ma di proposito avevo deciso di aspettare le reazioni del mondo calcistico e non anche perchè dietro c'è molto più di quello che si potrebbe pensare, e invece....
Cercherò di procedere con i fatti astenendomi il più possibile dal commentarli per permettere a ogni lettore di farsi una propria opinione, ma procediamo cronologicamente.


Questa è la prima pagina del Corriere dello sport del 2 ottobre che in prima pagina presenta una "clamorosa anticipazione"(test.)

Quelli che sembrano i punti cardine sono così enumerati:

1) Il club sarà gestito dal Csi Tra gli obiettivi c’è anche il dialogo con le altre fedi 2) Pronto il codice di regole: chi lo tradisce paga con lavori nel sociale 3) E’ soltanto il primo passo: sullo sfondo addirittura la Nazionale Vaticana

Insomma, di carne al fuoco per la decaduta Ancona ed i suoi conosciuti Ultras, ce ne sarebbe abbastanza, vediamo un pò il progetto condensando alcuni articoli usciti in proposito:

La Chiesa scende in campo. Per la prima volta nella sua storia, il Csi, il centro sportivo della Cei, ha costituito una cordata di imprenditori cattolici per gestire una squadra di calcio professionistica. Da oggi l’Ancona, che quattro anni fa giocava in serie A e oggi è capolista del campionato di C1, dipende dal «Centro sportivo italiano» fondato dall’Azione Cattolica e i cui responsabili ecclesiali vengono nominati dalla Conferenza episcopale. Un colpo di scena e una svolta moralizzatrice in una piazza «a rischio» che, tra i fallimenti e le bufere giudiziarie delle presidenze di Edoardo Longarini ed Ermanno Pieroni, è stata una delle culle di Calciopoli.
Il codice etico
Adesso, divenuta la «squadra dei preti», adotta, unica in Italia, un Codice Etico all’insegna del «fair play» e dell’impegno sociale. Al decalogo del «progetto Soccer» saranno tenuti ad aderire giocatori, dirigenti e tifosi. In caso di comportamenti non etici, falli gravi, di reazione o intolleranza, i calciatori verranno sanzionati con ore di volontariato; gli utili della società saranno investiti in opere di sostegno per il Terzo Mondo e negli oratori; i giocatori potranno svincolarsi dalla società e i loro contratti seguiranno una linea di equità; i biglietti saranno venduti a prezzi ridotti; i tifosi dovranno rinunciare a comportamenti scorretti con le tifoserie avversarie e ad esporre striscioni offensivi. «E’ un modo per moralizzare il calcio, per riportare un po’ di etica in un settore che attraversa una grave crisi di valori», spiega l’arcivescovo di Ancona, Edoardo Menichelli, a sua volta calciatore per beneficenza contro la Nazionale cantanti, in occasione della recente visita di Benedetto XVI al santuario di Loreto.
«Scommettiamo sul vero significato dello sport - precisa il presidente del Csi, Edio Costantini -. Vogliamo far sì che il calcio torni ad essere uno strumento educativo e che non sia più ancorato a valori esclusivamente economici. Dimostreremo che per i ragazzi il calcio non è solo un’illusione o un cattivo maestro». E’ un «importante e delicato esperimento», aggiunge l’assistente spirituale nazionale, don Claudio Paganini, al quale il Csi lavora da tempo. «Sono stato destinato al mio incarico dal cardinale Camillo Ruini e dal segretario generale della Cei, Giuseppe Betori - spiega - l’idea che ha ispirato il progetto di Ancona ci è venuta da due eventi. Il primo è il Giubileo degli sportivi, quando il Papa rilanciò i valori dello sport. L’altro è la “Clericus Cup”, il campionato del Vaticano, un’esperienza molto positiva».
Il presidente dell’Ancona, Sergio Schiavoni ha venduto l’80% della società ad un gruppo di finanziatori milanesi del Csi, ma è rimasto con una quota del 20 per cento «perché condivide lo spirito dell’iniziativa», puntualizza don Paganini. Si comincia dall’Ancona e il sogno è la Nazionale Vaticana, magari per favorire il dialogo con l’Islam e le altre religioni anche attraverso il calcio e lo sport.


Il giorno successivo, il 3 ottobre, di buzzo buono mi reco in edicola a comprare il Corrierone dello Sport, il mio sesto senso mi dice che la mia fame di Fede sarà nuovamente soddisfatta....


Ed ecco in particolare l'articolo di spalla , a destra, che potrebbe fugare ogni dubbio sulla "bontà" dell' "operazione bontà" (mi si perdoni il gioco di parole ma non ho resistito).


Ed ecco l'approfondimento in seconda pagina: il PROGETTO SOCCER (oh madonna...)


"Più di ogni altra cosa, a portare scompiglio è stata la notizia dell’ 80% dell’Ancona passato nelle mani di un pool di soci che ha un nome preciso: “ Progetto Soccer”. Il presidente Ser­gio Schiavoni ha voluto e dovuto smentire, come prevedevamo. Dun­que, siccome di vendita non si può parlare, mettiamola così: il “ Proget­to Soccer”, che non è solo uno splen­dido piano di rilancio ma un gruppo di tre soci con tanti soldini, per ora 4,8 milioni di euro, è stato accolto all’ 80% all’interno della società, che rimane sotto il controllo della fami­glia Schiavoni. Amen, è il caso di di­re. Ma il progetto etico può decollare per ben altre ragioni, più alte di un mero pas­saggio di quote. L’ab­braccio di Ancona al mondo, come lo aveva­mo definito ieri, ha la benedizione di Papa Be­nedetto XVI, che merco­ledì prossimo aprirà le proprie braccia alla squadra della città e ri­ceverà nelle sue mani dal capitano Massimo Langella una maglia rossa personalizzata. Con il suo nome e il suo numero - il sedici, ov­viamente - sulla schie­na. Un’investitura simbolica perché l’AC Ancona diffonderà valori - la correttezza, la lealtà, la trasparenza, la tolleranza, il fair play - condivisi­bili da tutti, conservatori e progres­sisti, baciapile e mangiapreti, donca­milli e pepponi. Perché non ritrovar­si tutti allo stadio, se la fede comune è quella calcistica e l’interesse di tut­ti è che l’Ancona vada in gol? Dunque nessuno s’ingrugni se tra una settimana, poco dopo l’Udienza in Piazza San Pietro e l’incontro con il Papa, il patto tra Csi ( Centro Spor­tivo Italiano, la “ federazione” dello sport di ispirazione cattolica) e An­cona Calcio verrà presentato all’Ora­torio San Pietro, e se nel pomeriggio i biancorossi affronteranno in cam­po una selezione della Clericus Cup, il campionato che si gioca negli ora­tori d’Italia."

Clamoroso dietrofront delle Gerarchie Ecclesiastiche che, per motivi di opportunità, decidono di fare un passettino indietro? Macchè, vabbè la forma, ma sulla sostanza non si transige: puntualmente il "manifesto" di PROGETTO SOCCER viene applicato, i rossi dell' Ancona vengono portati tutti in Piazza San Pietro, che bello, che spontaneità, che Fede...


Ora, ce ne sarebbe abbastanza perchè ogni lettore abbia la possibilità di farsi una sua opinione su questa vicenda, alcune domande mi vengono spontanee:

1 - Se un bravo Imam avesse pensato di appropriarsi di una squadra di calcio italiana di C 1 per diffondere la propria Dottrina, li avesse portati tutti in Moschea e poi condotti a farsi un bel viaggetto all Mecca, l'opinione pubblica sarebbe stata altrettanto indulgente ? (Mi permetto di ricordare a eventuali reazionari che il cristianesimo NON è religione di Stato, quindi non mi si venga parlare di italianità e menate varie per ciò che riguarda la religione cattolica).
2 - Se uno scaltro ideologo avesse pensato di appropriarsi di una squadra di calcio italiana di C 1 per diffondere il proprio credo politico, li avesse arruolati di forza come uomini immagine in un'eventuale campagna politica contro altri, l'avremmo trovata una cosa democratica? (Questa è per i pochi come il sottoscritto che credono ancora nella democrazia).
3- Se la tifoseria dell' Ancona calcio volesse che della sua squadra si parlasse solo per i 102 gloriosi anni di calcio dei quali può fregiarsi , chi glielo va a spiegare che con i soldi ci si può comprare anche le loro passioni e adoperarle per "una giusta causa"?
4- Se al Cardinal Bertone non basta la Clerical (o clericus, o come cazzo si chiama) Cup, perchè non si compra una play-station e la smette di rompere i marroni a chi il calcio lo segue con passione da generazioni senza che gli si spieghi anche lì come seguirlo per fare felice il SUO Signore?

Una bella risposta alle mie domande l'ho trovata in un forum di tifosi anconetani (a proposito, la tifoseria anconetana nella stragrande maggioranza non ha reagito affatto bene a tutto ciò, ma intanto chissenefrega, gli risponderebbero "non lo fo per piacer mio ma per far piacere a Dio"...) di rimando a qualcun'altro che trovava la cosa tutto sommato positiva:

CITAZIONE (Gio8180 @ 2/10/2007, 10:37)
Perchè la fine del calcio in Ancona? Finalmente Schiavoni se leva dalle palle... e comunque noi tifosi dell'Ancona ci siamo sempre battuti per l'integrazione tra i popoli!!!

RISPOSTA (Dorik*Army 2/10/2007, 10:42)
Perchè una squadra di calcio non deve essere bandiera di una fede religiosa o dell'altra, l'Ancona deve essere del cattolico, come del non credente, come dell'islamico, del buddista, del protestante o dell'ortodosso...

La mia risposta al prodotto transgenico "Progetto Soccer" la si ottiene cliccando sulla foto sotto, essa è molto più genuina, spontaneista, rispettosa di tutti i Credo e le convinzioni e non implica milionate di euro che girano, poco etiche finanziarie che sovvenzionano e tristi partite amichevoli che ricordano tanto le marchette che le società di serie A fecero qualche anno fa con la squadra di figurine del reality Campioni ecc.ecc.:


sabato 13 ottobre 2007

Avversarie tornei e calcio in generale - Arrivano i Corsari!

E così domenica arriva il Sestri. La squadra salvatasi l’anno scorso dopo i play-out ha iniziato la stagione in maniera controversa ottenendo fra gli altri risultati una vittoria casalinga contro l’Imperia (noi ci abbiamo perso), pareggiando a Lavagna ed espugnando con un bel 3-1 il campo di Novi di mister Melchiori, ma tant’è: ad oggi il Sestri ha otto punti, il Casale solo tre.


L’anno scorso affrontammo la partita così

Vabbè, tranne tre anarcoidi che mentre gli altri del gruppo si sgolavano disquisivano del più e del meno (ehm, ehm)

Ma andiamo a vedere chi andiamo ad affrontare. I Corsari dell’ Unione furono l’anno scorso per tutti una gran bella sorpresa, quando vennero infatti stilati i calendari si diede un’occhiata a tutte le squadre del girone e si disse: Voghera, Imperia, Savona e Alessandria, per il resto al Palli non si vedranno tifoserie.Già al Sivori all’andata capimmo che non sarebbe stato così, c’era una nuova realtà nel girone, prima lo capirono al Bacigalupo i Savonesi, poi in quel del Moccagatta arrivò la prova di maturità (passata a pieni voti)…

Quando arrivò la trasferta di Casale i Corsari attraversavano un momento veramente brutto per la loro squadra: giocatori che li avevano abbandonati nei momenti difficili (Puppo), allenatori esonerati, classifica altamente deficitaria, giocatori perennemente in infermeria. Però decisero di esserci alla grande anche nella trasferta del Natal Palli, e si misero in viaggio!

A Casale si presentarono con un pullman non completamente pieno ma onorarono alla grande la trasferta cantando e sbandierando nonostante i loro beniamini non stessero fornendo una prestazione granchè esaltante (eufemismo). Io e un esponente della Vecchia Guardia casalese, il buon vecchio Mario S., andammo a salutarli nel settore ospiti una decina di minuti prima del fischio d’ inizio, i ragazzi erano in forma e più che un viaggio da Sestri a Casale sembrò che alcuni di loro avessero vissuto una nottata ad alta intensità etilica, insomma, ultras vecchia maniera al 100%!

La loro formazione di domenica prossima si annuncia però rimaneggiata in alcuni elementi simbolo: quel maledetto doriano di Glory si mormora sia in tournèe nei Paesi Bassi, il vecchio Paolo non può a tutt’oggi garantire la sua presenza, auspico che almeno il buon Ribo ed Ely presenzino sgolandosi per compensare l’assenza dei due pezzi da novanta! Vedremo se Gabrimazzo, Serpico e il sagace Follow saranno sulle tribune. Io anche domenica, e stavolta mi dispiace particolarmente, diserterò. Ci si vede al Sivori ragazzi!

venerdì 12 ottobre 2007

Esclusivo - Cinghiali a Giaveno

Magari voi il mercoledì pomeriggio andate a lavorare pensando di essere solo a metà del guado settimanale, vero? Invece i due più grossi fancazzisti dei Cinghiali (a parte gli scherzi, ce ne fosse molta più di gente così…) luky e Actarus sbarcano in quel di Giaveno per il big - match del secolo: il ritorno di coppa Italia che al Palli si concluse 2-1 per i neri.

Come potete notare dalla foto sopra il Nostri si sistemano sopra un punto strategico (il bar!), ove i due hanno gustato un buon birrozzo come altri spettatori presenti alla faccia di tutte le norme che lo impediscono, ma almeno c’è uno striscione a colorare degli spalti semideserti.
Logicamente anche in quel di Giaveno si è sparsa probabilmente la voce dell’arrivo dei due noti babaciu, al che viene approntato un servizio d’ordine in grado di contrastare efficacemente ed isolare i nostri eroi: una camionetta a testa (forse pensavano arrivasse il dottor D?).

A proposito di spalti semideserti, ai nostri due attentissimi osservatori non è sfuggita la presenza del ex portiere kamikaze (ed ex vecchia gloria del Casale ove militò allenato da Vatta nella vittoriosa stagione 1973/1974) Garella, ora nuovo consulente sportivo del sodalizio di via Trevigi, stiamo a vedere i risultati…

Ah, già la partita…
Bè i Nostri, fra i quali uno dei due ex calciatore tignoso ( l’ex è per il calciatore, tignoso continua ad esserlo…), mi hanno raccontato di una partita decisamente brutta, con il Giaveno che ha sprecato più occasioni per concludere la pratica subendo l’uno – due del Casale cosicché il proprio karakiri si completasse, il 2-2 finale qualifica quindi il Casale al prossimo turno.

Diciamo che non sono queste le partite da vincere a tutti i costi, però questo pareggio è un’iniezione di fiducia visto che da quelle parti ci dovremo tornare fra una settimana e mezzo, ma temo sarà un’ altra storia…

Da segnalare il mister del Giaveno, il Gerard Depardieu de noantri, amabile conversatore per tutta partita con Actarus, e questo fa capire la tensione agonistica della compagine avversaria per la partita.
L’ importante è che anche per questa volta i Cinghiali abbiano presenziato: Avanti Cinghiali!

giovedì 11 ottobre 2007

Società - Frassineto Cinghiali un' accoppiata che funziona!

Archiviato (ma le ferite ce ne metteranno a rimarginarsi…) l’ argomento derby, eccomi qua a fare da testimone ad un evento che mi ha visto coinvolto sabato scorso in quel del Salone Tartara di Casale Monferrato.

Sabato 6 ottobre la città ,per il terzo anno consecutivo, ha celebrato la giornata della Pace nella quale vengono premiati personaggi e associazioni casalesi e non, che si sono distinti nella propria opera di impegno e passione nel portare solidarietà a chi è più debole.
Dopo un colorato corteo per le vie cittadine, il premio cittadino è andato a ai due coniugi che fondarono nel 1978 la sezione di Amnesty International Casalese, mentre quello nazionale è andato all’ associazione Libera che tanto ha fatto nella battaglia a tutte le mafie (e non solo aggiungerei, altamente meritoria è l’opera nell’aiuto e recupero alle persone tossicodipendenti, soprattutto nel metodo ben diverso da quelli applicati presso ben più sponsorizzate mediaticamente comunità di recupero).
Quella che suonerebbe quasi come una bestemmia, visti i prestigiosi protagonisti in ballo sin qua citati mentre è invece una splendida realtà, è la presenza davanti al pubblico, fortemente voluta da due fra i promotori della manifestazione ossia i tifosissimi casalesi G. Buson e J. Zaffiro, del gruppo Frassineto Calcio Amatori e Cinghiali Ultras Casale.

La presenza di questi due Gruppi fortemente complementari fra loro, è stata voluta proprio per le “azioni” compiutamente attuate sia dai calciatori biancoblu che dal Gruppo Ultras negli ultimi due anni.
I calciatori del Frassineto Amatori, nel quale militano (e allenano) tra gli altri alcuni appartenenti del Gruppo Cinghiali, da due anni indossano maglie con sulla schiena la scritta Pace nelle lingue di paesi coinvolti in guerre e si adoperano nell’integrazione tesserando calciatori extracomunitari al fine di abbattere barriere che spesso vengono elevate dal basso, riportando così il calcio a quel magnifico sport che facilita l’incontro, prima ancora che lo scontro, con gli altri.
Nel contempo i Cinghiali Ultras Casale (fra i quali per proprietà transitiva militano diversi tesserati del Frassineto Amatori) partecipano da due edizioni, con soddisfazione soprattutto nei rapporti con tifoserie di ben altre categorie rispetto la nostra e spesso di diverse nazionalità (l’ abbiamo potuto constatare ancora in un incontro casuale avvenuto in autogrill in direzione Genova due settimane fa), ai Mondiali Antirazzisti che si svolgono ogni anno in luglio in Emilia Romagna.
Nel duplice ruolo di selezionatore del Frassineto Amatori e portavoce del Gruppo, il buon taco ha illustrato, coinvolgendo la numerosa platea presente, l’ambizioso progetto che da due anni nel nostro piccolo portiamo avanti.
Le risposte più belle sono state due, le domande che (anche al sottoscritto) sono state rivolte alla fine dell’ intervento dagli spettatori presenti e il caloroso applauso che ha salutato la nostra uscita.

La bella giornata mi porta a due considerazioni.
La prima: lo stupore accompagnato da una punta di scetticismo delle persone presenti in sala, dalle più anziane alle più giovani, al fatto che un Gruppo Ultras potesse adoperarsi per gli altri. Possibile che gli organi di informazione e certi fatti di cronaca abbiano portato ad un così totale scollamento fra la percezione del cittadino medio ed il mondo del tifo? Possibile che il tifoso Ultras venga visto come egoista, nichilista, individualista, bestia assetata di sangue da non considerarlo invece come persona che, al di là della fede nei propri colori pronta a difenderli e sostenerli in ogni dove, in quanto persona ha dalla sua anche un qual certo spessore umano?
La seconda che viene in conseguenza della prima: possibile che si cerchi sempre di etichettare tutto (chi per osteggiare chi per appropriarsene)? Ossia, i Cinghiali sono un gruppo completamente apolitico, prova ne è che nessun segno di identificazione del gruppo stesso è riconducibile a qualsivoglia ideologia se non a dei precisi valori che condividiamo: fede per i nostri colori, unità di intenti che travalica dal solo tifo e diventa amicizia e rispetto per chi ci rispetta, sempre.
Certo, come ogni gruppo è formato da diverse persone, indi diverse teste, ognuna delle quali con le proprie convinzioni di ogni tipo. La forza è proprio questa qua, nella nostra microcomunità riescono a convivere ideologie completamente differenti fra loro, persone con i titoli di studio, le professioni e le competenze più svariate, ma tutte queste diversità non sono per noi fonte di divisione, bensì una ricchezza.
Noi siamo bianchi ma siamo neri, siamo ricchi ma siamo poveri, siamo buoni ma siamo stronzi, siamo generosi ma siamo vendicativi, siamo pirla ma non siamo scemi.
Quindi si eviti per l’ennesima volta di cercare di inquadrarci, in tanti ci hanno provato e hanno fatto alla prova dei fatti una mesta figura intellettuale, lo si faccia insomma con le persone normali: noi siamo gli unici Cinghiali Ultras Casale.


mercoledì 10 ottobre 2007

Casale Calcio - Derby Alessandria - Casale Titoli di coda

Articolo tratto da "il Monferrato" del 09/10/2007

Dove finisce l’obiettività e dove comincia l’onestà intellettuale?

Sono trascorsi due giorni, le emozioni si sono sopite e, come si suol dire, a mente fredda si ragiona meglio.
Obiettivamente? C’è poco da dire. Con l’organico con il quale ci si è presentati al Moccagatta di più difficilmente si poteva ottenere, la squadra ha fatto barricate dal centrocampo in giù giocando soltanto di rimessa e così l’Alessandria si è trovata davanti a un muro di gomma, ha aspettato, poi colpito con uno di quei giocatori che fanno la differenza contro le squadre che giocando in trasferta applicano il “primo non prenderle”. Dopo la perla di Artico i padroni di casa hanno legittimato il risultato, la loro solidità che si era intuita già in tutto il primo tempo è diventata palese e a tratti umiliante, tranne che nel tabellino.
Il mister Zampollini (quello che nel dopo Sciorba disse più o meno “non so più che pesci pigliare”) annuncia le prossime partite come più abbordabili (“Chiamiamoli pure scontri salvezza, o come preferite”).
I giocatori in campo hanno dato quello che hanno potuto e probabilmente, ribadisco la mia opinione già espressa da queste pagine, hanno dato tutto quello che potevano dare.

Ok, finito “l’angolo dell’ obiettività”, adesso passiamo a quello dell’onestà intellettuale.

Onestamente? Se questa squadra va ad Alessandria e come un Vado qualsiasi “esce a testa alta” per aver perso “solo” 1-0, senza aver MAI tirato nello specchio della porta in tutta la partita, di cosa stiamo parlando?
Se questa squadra viene comunque elogiata perché giocando da “provinciale” è uscita a testa alta dal derby, come mai quando è andata ad applaudire sotto la torretta non c’è stata una sola persona in tutto il settore ospiti che ha apprezzato il gesto giustificandone così la loro prestazione e si sono anzi levati gli “andate a lavorare”? Tutti Ultras cattivi e incontentabili replicherà qualcuno, l’importante è credersela…
(Vuoi mettere? 5 sconfitte su sei partite derby compreso, e ci credo che sei invitato ad andare a lavorare….).
Se in estate qualcuno parlava di outsider (e già sarebbe stato riduttivo per una squadra che lo scorso anno sconfisse il neopromosso Canavese, prese sei punti su sei alla 2° classificata Savona e vinse i play-presaparalcu-off) e adesso siamo qua a dire che il calendario era per noi “poco abbordabile”, allora vuol dire che era ben chiara la forza della squadra? Ossia, Savona, Biellese, Alessandria (lasciando perdere Sestrese e Imperia) erano ben più forti di noi, vero?
Se allora si sapeva che questo sarebbe stato un campionato nel quale saremmo partiti se non in pole, neanche in seconda o terza fila, perché il prezzo degli abbonamenti è stato quasi raddoppiato?
Perché chi ha contestato questo stato di cose in estate (facendo ricorso alla buona vecchia obiettività) è stato dalla Società progressivamente emarginato fino ad essere addirittura osteggiato?
In ultimo, se si è registrato l’ennesimo record negativo a livello di causa-effetto (quest’ estate: prezzi abbonamenti rincarati e allestimento squadrone = crollo abbonamenti e presenze di paganti nelle partite casalinghe, domenica: 5 partite di calcio champagne = record negativo di spettatori casalesi al derby), ci si domanda il perché o è sempre colpa dei tifosi?
Sarebbe bello aprire il Monferrato venerdì e leggere una bella intervista in cui qualcuno dica: “Lo ammetto, si sono fatte una quantità industriale di vaccate e ne stiamo pagando il prezzo, lo ammetto, qualcuno l’aveva detto e noi non l’abbiamo cacato anzi l’abbiamo emarginato, lo ammetto, questa squadra per come è attrezzata ben che vada arriverà a metà classifica”.
Ma non succederà, perché solo i grandi mettono da parte l’orgoglio ammettendo le boiate fatte, e anche il derby è perdutamente andato, si faccia tesoro in vista di quello di ritorno onde evitare una stagione completamente umiliante…

martedì 9 ottobre 2007

Cinghiali nel mondo - Derby Alessandria - Casale 2° Tempo

Eccoci tutti alla volta di Alessandria, le macchine corrono sulla statale, si attraversa San Michele, si recupera uno dei tanti Cinghiali in giro per il mondo (anche in terra nemica!) e si arriva alla volta del Moccagatta, litigata con il bigliettaio che aveva sui 168 anni circa e alle mie pressioni per darci i biglietti in fretta, rispondeva che "lo spettacolo non è ancora cominciato", oh madonna, questo era la prova tangibile che eravamo nella città del male....
Il secondo tempo di questo che era cominciato come un film in stile Amici Miei, si trasforma in un vero horror: ecco la terribile visione che si para innanzi ai nostri occhi.

Azz! L' accoglienza è decisamente ben diversa da quella ricevuta lo scorso anno.
E vabbè, una rapida occhiata alla torretta e mi tocca constatare che quest'anno è la tifoseria casalese a dover pagare il dazio di una stagione stomachevole.
Comunque, ci si mette subito all'opera, lo striscione in canonica posizione a testa in giù per confermare una contestazione che si protrae da tempo viene posizionato, i più ardimentosi vi si posizionano immediatamente dietro, altri come il sottoscritto e Burp vanno a salutare i vecchi amici posizionatisi sulla torretta già dalle 13.30.


Cominciamo a farci sentire dai cuginastri che, ci era giunta voce da quelli già dentro lo stadio mentre eravamo ancora in viaggio, "chiedevano" a gran voce la nostra presenza.
Si parte secchi, determinati e senza megafono come da tempo abbiamo deciso di muoverci: solo voce e battimani.
Indubbiamente le forze in campo fra noi e loro sono nettamente a nostro svantaggio, un paio di cori possenti dalla Nord sembrerebbero spazzarci, non molleremo fino al 94°!
Il primo tempo si trascina stancamente, tatticismo e gioco fisico in campo tolgono allo spettacolo ogni possibilità di emergere, il tutto logicamente fa gioco alla squadra più debole e il primo tempo si conclude 0-0, alla vigilia l'avrei sottoscritto tranquillamente.
Inizia il secondo tempo, dalla sinistra attaccano i Cinghiali.

Insomma, noi sugli spalti ce la stiamo giocando coi denti, incuranti del risultato.
Infatti dopo pochi minuti dall' inizio della ripresa Artico pennella una punizione che rasenta la perfezione: diretta al sette, tocca la parte inferiore della traversa, rimbalza sulla linea ed entra, imparabile.
Noi continuiamo, sappiamo che questa squadra non ha i mezzi tecnici per schiacciare la corazzata messa in campo dall' ex Iacolino, sappiamo che questi giocatori non hanno finora mai dimostrato un filo di gratitudine ai Cinghiali, ma sappiamo altresì che quelle maglie sono le nostre, quelle del Casale.
Imperterriti continuiamo, sgusciamo fra le pause del tifo avversario per farci sentire, combattiamo contrapponendo i nostri 10 decibel ai loro 1000, con la sfrontatezza e l'irriverenza che solo chi non ha nulla da dimostrare può sbattere in faccio all'altro.
In campo si gioca a una porta sola (la nostra), la pochezza tecnica dell' undici di Renato Zero Zampollini (oh, al bordo della panchina era identico!) non riesce neanche a impensierire non dico il portiere, non dico la difesa, ma neanche il loro centrocampo.
L' arbitro fischia la fine e, forse, i giocatori che vanno sotto la torretta si accorgono che qualcosa è veramente finito.
Si esce dopo essere stati trattenuti all'interno di quel gioiello d'arte fenicia che l'incuria ha reso che è il Moccagatta una mezzoretta scarsa, ci rimettiamo in viaggio quando una macchina completamente grigia in uscita da Alessandria si frappone fra noi e la statale: è quel beduino di Actarus, non sa che nessun ostacolo può impedire a Massi TomTom navigator di portarci a destinazione!

Tutti in viaggio fino alla base, due parole e due boiate per chiudere una bella giornata.
Ecco perchè dicevo che il derby l'abbiamo fatto noi tifosi, quelli che sono scesi in campo sono stati pagati per non provare nemmeno un decimo del coinvolgimento che abbiamo vissuto noi!

Avanti Cinghiali!

2 - FINE

lunedì 8 ottobre 2007

Cinghiali nel mondo - Derby Alessandria - Casale 1° Tempo

Come promesso a proposito del derby parlerò dei protagonisti, i tifosi, logicamente da un punto di vista parziale ossia quello dei Cinghiali.
All'alba del 7 ottobre un manipolo di ardimentosi si riunisce in un posto segretissimo per approntare l'adeguata cornice alla trasferta in terra mandrogna.
I nostri eroi sono: zio Rico, JP, il dottor D. e Luky, ore 9.30 presenti!

I nostri ardimentosi, chi reduce da un sabato sera di clausura chi con grande spirito di sacrificio al di là dell' alcool ingerito la sera prima, iniziano a mettersi all' opera come piccoli artigiani: bisogna preparare le aste che rappresenteranno il Gruppo Cinghiali in quel del Moccagatta.
I nostri lavorano instancabili sotto la regia di Pippo, ma qualche cedimento arriva, nella foto sotto il buon JP (seguito a ruota dal dottor D.) inizia a dissetarsi.....

Altri cadaveri si alzano dalle catacombe della domenica mattina (compreso il sottoscritto!) ed eccoci a godere dei frutti del lavoro degli "instancabili" e provare la buona riuscita della cosa!

E adesso finalmente dirigiamoci a pranzo! Gli altri del gruppo ci raggiungeranno "già pranzati", noi non si perde l'occasione per stare insieme, ancor meglio se lo si fa mettendo le gambe sotto la tavola!

Finalmente si comincia a ragionare! L' atmosfera è più che rilassata, d'altronde è inutile girarci attorno: per chi sta affrontando un campionato tutto in trasferta e solo per la maglia, non si possono nutrire grandi aspettative dal punto di vista agonistico per questo derby.
Logicamente c'è un pizzico di scaramanzia, ma in fondo in fondo non c'è nessuno a tavola che punterebbe il proprio bicchiere (pieno) su una vittoria esterna!

Vabbè, l'importante è che piatto e bicchiere siano sempre pieni! Al pranzo partecipano idealmente anche altri del Gruppo che per i più disparati motivi oggi dovranno essere assenti, le telefonate più piacevoli le riceviamo da Dado da Atene e da Vale & Danilo dal Sudafrica (tra parentesi, il risultato finale del sondaggio su quanto ci metteranno i due a regalarci un cinghialotto è stato plebiscitario: per l' 83 %, 30 voti, non è importante il quando ma che sia Cinghiale!), oggi dovremo dire a tutti di cantare anche per loro!
E per finire, vista l'incredibile tensione pre-partita che ci attanaglia (lo ammetto, non ho mai vissuto un pre-derby con lo scazzo e la tranquillità con il quale ho vissuto questo, grazie anche per queste emozioni scippate a chi di dovere....) ci si butta nell' ideale preparazione pre-partita....


...la partita a calciobalilla!
La squadra formata da Pierin e Luky sembra indubbiamente più attrezzata di quella formata dal dottore e dal segretario, lungo la strada per Alessandria riusciranno a disputare pure la rivincita.
Tutti al posto segretissimo, incontro con quasi tutti gli altri (alcuni li troveremo per la strada e al Mocca) e partenza sul filo del ritardo...
Questa è l'ennesima storia di un gruppo vero, che le emozioni se le vive insieme dall' inizio alla fine, ma questa sarà storia del prossimo post......

1-CONTINUA

domenica 7 ottobre 2007

Casale Calcio - Derby Alessandria - Casale Trailer

Non pubblicherò foto dei giocatori, non pubblicherò foto di quello che si è svolto sul campo del Moccagatta, non riporterò tabellini, non pubblicherò classifiche.
Per dovere di cronaca ricordo che è finita 1-0, ma se i goal di scarto fossero stati anche due nulla da eccepire. In tutto il secondo tempo sotto di un goal non un tiro in porta da parte dell' undici casalese, io non giudico se chi è sceso in campo con la casacca nerostellata si sia impegnato oppure no (temo pure di si...) tanta è la pochezza dei protagonisti odierni che non meritano neanche un commento.
Ma la colpa non è neanche loro, bensì di chi ha assemblato questa squadra, che ora se ne è andato lasciandoci a subire questo scempio, e infatti noi l'undici casalese l'abbiamo sin qui sempre sostenuto quando abbiamo presenziato, compresi i 90 minuti odierni.
Ribadisco che un aumento dell' 80% sui prezzi degli abbonamenti con questo "incubo team", unito a certi comportamenti della dirigenza, è ed era inaccettabile, ma questo è un discorso già affrontato che giova comunque sempre ricordare.
Il derby per me è stata un' altra cosa, di questo si deve parlare.

Società - Te lo do io lo sponsor!

E basta! Una settimana di retorica da questo blog a piene mani: impegno, partita dell'anno, derby di una volta, sudore, tifo ecc. ecc.
Ma lo vogliamo capire che quello che manda avanti il baraccone non sono 4 gatti come noi che seguono le partite della propria squadra ma gli sponsor? Si, gli sponsor che portano soldi e allora prendiamo una volta tanto esempio da squadre di serie D che sanno stare al mondo e smettiamola di dare retta ai piagnistei di quattro nostalgici che credono ancora in prezzi equi dei biglietti, che lamentano l'invasione di mercenari, sparano a zero sulle pay-tv e addirittura pazzi che dalle pagine di questo stesso blog lanciano l'idea di mettere sulle (ahinoi!) vuote maglie nerostellate uno sponsor etico tipo Avis a incasso zero, ribadisco: pazzi.
Venghino venghino siore e siori nel calcio del 2000 !



Ed eccoci nell' home page del Trento Calcio 1921, squadra che milita nel girone B della serie D, squadra che si distingue per la sua genialità nel marketing e nella scelta dei propri fornitori, qualcuno di questi in grado di soddisfare i bisogni della stragrande maggioranza dei suoi sostenitori e, perchè no, dei suoi avversari.
Come? Vabbè, proprio tutto vi devo dire.... Allora, nella home troverete sulla sinistra un menù verticale con tutti i link riguardanti Notizie, Società, Prima squadra e.... sponsor. Proviamo a cliccarci sopra ed ecco l'elenco dei veri moderni mecenati della dea Eupalla (n.d.r. cliccando sulle immagini seguenti potrete ingrandirle...).


Fra i tanti "benefattori" del calcio moderno me ne salta agli occhi uno curioso: il buon Bush s'è messo in testa di sponsorizzare personalmente il Trento? Noooooo. Investighiamo. Iniziamo a navigare ed eccoci nel sito del munifico sponsor: oddio, ma sarò io che penso sempre male e a forza di frequentare gente come i Cinghiali sono diventato erotomane?


Il sito è in tre lingue : austriaco (a Innsbruck ha sede questa "azienda" turistica, inglese e italiano, fosse mai una capatina oltrefrontiera per i "turisti" trentini....).
Mumble mumble, qua però c'è qualcosa che non mi torna comunque: "Il luogo dove la voglia è di casa!". Voglia di che? No, non è possibile, però alcune scritte sono ben poco equivocabili: "Casabianca significa sperimentare piacevoli esperienze con tutti i sensi". Tutti tutti? Andiamo a vedere le tariffe, fosse che fosse che è


UN BORDELLO!

Ebbene si, uno degli sponsor del Trento è una casa di appuntamento.
Logicamente per fare questo pezzo mi sono dovuto servire di un quotidiano nazionale on-line che dava anche tutta la strada da fare per portarci alla lieta destinazione, ma la morale, bè, quella resta.
Allora teniamoci la nostra casacca spoglia, accontentiamoci del derby ecc.ecc. e rituffiamoci nella passione.
Certo che a Trento si che se la sanno godere la vita ed hanno uno spiccato senso degli affari: il binomio calcio - fi.., pardon calcio- business funziona sempre.
Buon derby a tutti, che una risata li seppellisca di goal..

sabato 6 ottobre 2007

Personaggi Casalesi - Dio Uè


Nello scorso fine settimana è mancato Dio Uè (al secolo Enrico Negri) e, causa vigilia derby e tutto ciò che vi ruota attorno, mai ho trovato lo spazio nei giorni passati per dedicargli il giusto ricordo.
Oggi credo che , proprio il giorno prima della trasferta al Moccagatta, smettere di parlarne per 24 ore non possa che essere salutare, come altrettanto salutare sia ricordare un "personaggio" (è proprio il caso di dirlo) casalese.
Capitava di vederlo lasciare le scarpe in Piazza San Francesco e partire a piedi scalzi alla volta di via Roma, capitava e sarà capitato a molti lettori casalesi di questo blog, capitava ma non capiterà più.
Riporto alcune righe tratte (come la foto in alto) dal sito www.vitacasalese.it:

Un personaggio stravagante, insolito credeva di essere Dio. Moderno profeta, fermamente convinto che la marijuana e l’hashish che utilizzava quotidianamente fosse sacra ed un rimedio contro tutte le malattie. Si era identificato con il Dio Uè, dotato di un’interiore capacità autoriproduttiva. Di questo ne era così convinto che si era recato anche in piazza San Pietro a Roma per informare il Vicario di Cristo, ma non trovò comprensione in Santa Sede. Quando fu arrestato perché pizzicato davanti al Municipale a vendere spinelli in offerta (uno cinque euro, tre per dieci), si professò innocente e spiegò: “ho scoperto di essere Dio, a lui è permesso detenere la droga”.

Io credo che siano anche persone come queste che, al di là del loro lato folkloristico, facciano la storia di una città.
A me Dio Uè piaceva, per quello che era, per quello che rappresentava e per quello che sosteneva, da qualche giorno non c'è più e un'altro piccolo pezzo di storia di Casale se ne va....

venerdì 5 ottobre 2007

Società - LI ABBIAMO BECCATI!


Ci sono voluti giorni di investigazioni, centinaia, ma che dico centinaia, migliaia di persone coinvolte, milioni di telefonate intercettate, appostamenti, pedinamenti, incroci di tabulati telefonici, decrittazioni di e-mail ma alla fine ce l’abbiamo fatta: un devastante piano per minare alle sue fondamenta la democrazia pallonara è stato sventato proprio alla vigilia del derby Alessandria - Casale!
Ma procediamo con i fatti.
Intorno all’ inizio di questa settimana ci arriva un informativa che ha dello sconcertante: in un noto gruppo di tifosi casalesi ci sarebbero un paio di infiltrati che farebbero da quinta colonna al che, avvalendoci del prezioso aiuto del lanciacori del gruppo stesso (che qui vedete in foto),

veniamo a sapere che questo gruppo che cova queste serpi in seno si fa capitanare da un personaggio il cui nome direbbe ben poco, sembra infatti un diminutivo o un soprannome, altro non è che un nefasto acronimo (Tutta Alessandria Combatte Ognicasalese), ma come prova sebbene schiacciante, non ci sembra ancora sufficiente.
Allora si passa al buon vecchio metodo degli appostamenti. Ma le foto della testa di ponte fra la tifoseria mandrogna e quella casalese non ci permette di identificare con ragionevole certezza il losco personaggio da noi pedinato, pubblichiamo qua una sua foto segnaletica pregandovi, in caso di avvistamento, di segnalare immediatamente l’astuto genio del male, anche se noi uno con questa faccia proprio non riusciamo a trovarlo, mah…


Insomma, proprio quando sembra che si brancoli nel buio, ecco l’immagine che inchioda definitivamente quantomeno i due infiltrati e che disvela i loro astutissimi piani terroristici.
I loro piani malefici sarebbero infatti stati attuati nel derby di domenica prossima: i due infatti, completamenti imbottiti di vernice grigia, si sarebbero fatti esplodere in mezzo a tutta la tifoseria casalese rendendola di grigio vestita e quindi ridicola al cospetto degli odiati nemici in gradinata nord.
Per riservatezza a indagini ancora in corso, i due protagonisti li chiameremo con nomi di fantasia: Pierin mandrugnin e JP (Juventude Progrigiam).
Come ce la siamo procurata questa immagine? Semplice. Coinvolgendo i Ritz di Saiwa, noti per aver dipanato tutte le più intricate matasse degli ultimi anni (Cogne, Garlasco, Il galletto che qualcuno c’ha ciulato secoli fa e sarebbe ora che ce lo restituisse…..), che messisi immediatamente all’ opera hanno scoperto quello che nonostante notti bianche di studi, scannerizzazioni continue, ecc. ecc. l’occhio umano mai sarebbe stato in grado di percepire, ecco la prova del misfatto:

Incredibile cosa può fare la tecnologia quando è al servizio del bene, vero? Voi a occhio nudo ve ne sareste mai accorti vedendoli dal vivo? Si mimetizzano perfettamente nella tifoseria casalese! Bene, ora che questa Gentaglia non è più in condizione di nuocere alla collettività, torniamo a occuparci di calcio lasciandola in pace a meditare sulle sue azioni, ricordandoci tutti che il derby è passione, passione anche per chi non potrà viverlo…

giovedì 4 ottobre 2007

Esclusivo - Indiscrezioni dalla... pizzeria!



Apprendo da un appartenente del Gruppo Cinghiali che stasera si trovava a gozzovigliare alla Capri, che l' ex d.s. del Casale e noto personaggio pubblico Londrosi, si trovava questa sera proprio in città e proprio nella pizzeria di piazza Rattazzi.
La domanda sorge spontanea: per quale motivo?
Nostalgia della Capitale del Monferrato? Rapporti con tesserati nerostellati? Semplice cura delle public relations nel mondo calcistico? Oppure...
Stiamo a vedere, tenendo le orecchie e gli occhi ben aperti....

Casale Calcio - Si va a far visita ai mandrogni!

Chiudete gli occhi, trattenete il respiro, pensate alla cosa più bella che vi sia mai successa e ricordatevi di aver la fortuna di essere casalesi. Pronti? Ok, aprite gli occhi e preparatevi al peggio, ma per completezza del pezzo dovevo pubblicarla....


Da dove cominciare? L’avversario di domenica prossima non avrebbe certo bisogno di presentazioni, chi tifa Casale da 80 anni, come chi lo segue da due/tre, sa benissimo che i rivali per antonomasia sono loro: i mandrogni. Vediamo allora di fare un breve ripasso e di dare un paio di notizie su ciò che ci aspetta domenica.


Come è ben noto lo stadio che ci accoglierà sarà il Moccagatta e la sua torretta, tralasciando statistiche (materia di Jp) ecc. ecc. , le condizioni rispetto al derby giocato in terra mandrogna sono ben differenti rispetto alla scorsa stagione.

Prima significativa differenza, la rosa della compagine grigia.

Portieri:

Luca Bonfiglio, Angelo Casadei, Maurizio Cerriana;

Difensori:

Vincenzo Cammaroto, Ruben Carini, Giulio Daleno, Giancarlo Dall'Erba, Andrea Lauro, Anderson de Carvalho Santos, Thomas Sofrà, Giuseppe Zappella;

Centrocampisti:

Alec Bolla, Roberto Cretaz, Andrea Delbrocco, Claudio Ferraro, William Larganà, Sergio Lombardo, Matteo Longhi, Maurizio Rossi, Damiano Viscomi;

Attaccanti:

Fabio Artico, Federico Balestri, Daniele Buelli, Marco Montante.

Da come si può evincere dai nomi sopra riportanti le differenze rispetto all’anno passato (una cosa è trovarsi dinnanzi Friso, un’ altra Cretaz) a livello di organico sono sotto gli occhi di tutti, da tenere d’occhio sono logicamente Artico e Montante ma da non sottovalutare sono giocatori come Larganà, Zappella e lo stesso Cretaz.

Seconda differenza, l’allenatore.

Fa male vedere Iacolino, specializzato nelle promozioni con squadre di serie D, sulla panchina grigia. Fa male per i bei ricordi che a lui ci legano (l’entusiasmante cavalcata che ci portò fuori dall’inferno della D tre anni fa), fa male proprio per il suo curriculum, volesse il cielo che fosse arrivata l’annata giusta per smentire questa fama che lo accompagna.

Terza differenza, guardate con che ruolino si presentano al derby:

Alessandria F.S. Sestrese 2-0

Ciriè Alessandria 1-1

Novese Alessandria 0-1

Alessandria Sestri Levante 3-0

Lotto Giaveno Alessandria 1-3

Hanno lasciato indietro indietro solo un punto nella prima trasferta della stagione a Orbassano, 4 vittorie nelle altre quattro partite disputate.
Quarta differenza, l’ambiente. Guardate i due volantini a confronto, come affrontavano la vigilia e la chiamata allo stadio sei mesi fa e con che sicumera l’affrontano in questa settimana.



Si può immaginare come il tifo di casa supporterà la squadra, ed ecco sotto come la gradinata nord “sostenne” a livello coreografico i propri giocatori quella domenica.


Logicamente la quinta differenza non sto a ricordarla, un po’ per carità di patria e un po’ perché questo blog e i giornali locali, oltre che i risultati di campionato delle prime quattro giornate, l’hanno già ben bene sviscerata.

Certo, la vittoria negli ultimi cinque minuti con il Ciriè, la dipartita dell’ ex d.g. che potrebbe dare uno scossone positivo all’ambiente (anche in senso negativo, visto che staff tecnico e buona parte dei componenti della rosa sono stati scelti dal summenzionato d.g…..), la parola derby e il bello di sovvertire un pronostico che gli addetti ai lavori danno per scontato, possono farci sperare.

Io chiedo solo una cosa: si onori la Maglia, tutto il resto viene dopo.

mercoledì 3 ottobre 2007

I libri di Luther - NOVANTALESSANDRIA

Premesso che nella presentazione di questo libro non c’è nulla di polemico, l’ Alessandria infatti (dopo i turbolenti anni successivi alla pubblicazione di questo volume) è viva e vegeta, pronta a farsi battere dai neri al Moccagatta come da troppo tempo non accade. Il fatto è che l’unica pubblicazione in mio possesso è questa e di questa parlerò.

"NOVANTALESSANDRIA" è oramai una piccola chicca per collezionisti di libri su squadre di calcio, esce infatti con il giornale “il Piccolo” mercoledì 20 febbraio 2002 quindi, a meno che non la si trovi su qualche bancarella, è ben difficile riuscire a procurarsela.
L’apertura, dopo la scontata presentazione del direttore del trisettimanale, è data a tre firme illustri dell’ epoca : Xavier Iacobelli (Direttore all’epoca di Tuttosport), Candido Cannavò (Direttore all’epoca della Gazzetta dello sport) e Italo Cucci (Direttore all’epoca del Corriere dello sport – Stadio).

Come tutti i libri che celebrano un anniversario anche questo non si esime dal raccontare le radici della squadra mandrogna, che qui riporto perché il sapore di un calcio che non c’è più possa far capire a chi oggi si allontana da questo meraviglioso gioco (vedi la stragrande maggioranza degli under 25 che dagli stadi di provincia latita sempre più) come nacque a dispetto di tutte le Champions e sponsor miliardari…

“Sulla carta d’identità dell’ Alessandria una data: 18 febbraio 1912…..
….Per giocare serve un campo: in Piazza d’Armi vecchia (oggi Piazza Matteotti), il legno per tribuna e recinzione lo offrono la “Borsalino” e i fratelli Ratti, Savojardo dirige i lavori, il carpentiere è Gandini, papà di Giuseppe, il futuro capitano, la manovalanza reclutata fra tifosi, studenti, giocatori e ginnasti che non si risparmiano. In poche settimane lo “stadio” è pronto, tra via Isonzo e via Montegrappa, il 12 febbraio Badò, Ratti e Savojardo mettono le firme sotto l’atto costitutivo dell’ Alessandria Fbc. La prima formazione ha Ghezzi in porta, terzini Rossanigo e Prato, mediani Migliardi, Savojardo e Ratti, avanti Ricci I e Formini, centrattacco Viazzi, Visconti, Ricci II e Tosini. Badò immortala gli allenamenti, il geometra Reggiardi espone le foto nella vetrina del negozio in corso Roma e scatena l’invidia degli sportivi Casalesi. Ed è subito derby, primo atto in Monferrato, i calciatori entusiasti, con le maglie “di seconda lavatura” della Vigor Torino, tre grandi bande verticali, bianche e azzurre. Una disfatta, sette gol subiti e nessuno segnato….”

Speriamo che quest’ultima riga sia di buon auspicio verrebbe da dire…

Il derby. Inizia così la storia dei nostri acerrimi nemici, e inizia a quanto pare male. Sopra è riportata la foto tratta dal libro dell’ ultimo derby disputato al Moccagatta in una categoria consona al blasone delle due società, quello del 24 novembre 1991 precedente di ben 16 (SEDICI!) anni a quello disputato in aprile in serie D e conclusosi 1-1 (tra moltissime polemiche).
Ma torniamo a libro in questione,logicamente segue il filo cronologico del secolo passato e narra di tutte le vicissitudini calcistiche e non della società mandrogna nei suoi primi 90 anni di vita, i successi e gli insuccessi (ad esempio il ripescaggio del 1993-1994, 14° in C1 e retrocessa viene poi riammessa), i calciatori da Rivera (protagonista ahilui di una retrocessione) a quelli meno noti, fino al capitolo Patron.
E questo è il capitolo più dolente, dal sempiterno salvatore della patria Gino Amisano (ventennale croce e delizia dei sostenitori grigi, amato, rinnegato, rimpianto), alla famiglia Spinelli che spianò la strada al devastatore Boiardi arrivato nel 2001 più o meno negli stessi giorni del G8 di Genova, ma riuscendo a fare ben più danni dei black - block ….

Di questo il libro ne tratta marginalmente, ossia, mentre l’uomo della Logos inaugurava asili all’interno dello stadio (riportato), tesserava fenomeni come Porrini per la serie C (riportato), allestiva rose da Champions (riportato) si ponevano le basi per il disfacimento della società, ma per fortuna degli autori tutto ciò non si è dovuto riportare.
Altre righe degne di nota sono quelle riguardanti la terribile alluvione del 6 novembre 2004: la gara con il Bologna venne sospesa quando Spalto Rovereto è già un fiume di fango, la tragedia per la cittadina fu immane, la squadra emigrò a Tortona e Casale e le immagini dei giocatori delle giovanili che spalano il fango dentro al Moccagatta ricorda quei giorni indimenticabili.
Il libro si chiude con la storia della tifoseria, la nascita e il rinnovamento dei vari gruppi che hanno popolato il Moccagatta e, durante i lavori di ristrutturazione, la torretta abitualmente riservata agli ospiti.

POSTFAZIONE di LUTHER BLISSET

Arrivando al 2002 mancano logicamente alcune importantissime pagine della storia dei 95 anni di vita della squadra.

Due su tutte mi preme ricordare, la prima sotto un punto di vista meramente statistico e cronologico: la devastazione a livello societario già accennata e la faticosa rinascita con il nome di Nuova Alessandria prima e la riacquisizione del titolo poi, gli anni di eccellenza e di D con una formazione che il contestatissimo attuale presidente Bianchi, nel 95° anno di vita dei Grigi, sembra aver reso quest’anno competitiva per un ritorno fra i professionisti.

La seconda, straziante pagina, è di quelle che solo il calcio riesce a darci.
E’ quella di Roberto D’ Onofrio, ultras per una vita che vede la propria vita scappargli allo stadio durante una partita della sua amata squadra.
Dolly muore nel novembre di due anni fa e tutte le tifoserie amiche e nemiche si stringono intorno al suo ricordo, onorando una persona che il destino ha voluto a sè proprio nel posto in cui lui aveva vissuto le sue passioni più forti.
Al di là di ogni rivalità ciao Dolly, un Ultras non muore mai.

Luther Blisset

martedì 2 ottobre 2007

Casale Calcio - Settimana pre-derby

Come annunciato, nella settimana pre-derby, il blog sarà il più possibile monotematico per celebrare degnamente la partita che si svolgerà al Moccagatta domenica.

Senza soffiame da internet warrior ma con la dovuta consapevolezza che i grigi sono per noi gli avversari di sempre e, come tutti gli avversari degni di nota, è conoscendoli che li si affronta meglio.

Sulle vicissitudini a livello societario nerostellato questo blog quello che aveva da dire l’ha detto domenica in tempo reale, a quanto pare le indiscrezioni qui riportate erano fondate, il vecchio d.g. ha lasciato Casale: io non lo rimpiangerò (o si riuscirà nell’impresa di farcelo rimpiangere? Speriamo proprio di no….).

Casale Calcio - L'ultima volta ad Alessandria

Entriamo nella settimana del derby e, per farvi entrare ancora di più nel clima che ci accompagnerà (anche su questo blog) fino a domenica, ho pensato di postare l'ultima nostra visita al Moccagatta.
Quello del 15 aprile 2007 è stato il primo senza Vito e, al di là di appartenenza a Gruppi vari, il canto che si alza all'unisono per lui è inequivocabile.
Fra le altre cose si intravede un noto supporter casalese di "indubbio" sangue monferrino e, infine, il portiere casalese Pettinari inizia a saltare come una cavalletta: perchè? Guardando il video si capirà chiaramente....
Intanto sabato la Juniores ha pareggiato 1-1 col Sestri, se volete vedere qualche foto andate qui e loggatevi per accedere

http://ultrasunione.forumcity.it/






lunedì 1 ottobre 2007

Casale Calcio - Era ora!


SERIE D GIRONE A: risultati e marcatori della 5.a giornata



Casale-Cirie` 2-1
35’ Salacone (Ci), 85’ Giacchino (Ca)
91’ Di Dio (Ca)

Prima vittoria per il Casale che va in svantaggio, resta in superiorità numerica e sbaglia un rigore, pareggia e, quando viene riequilibrata la parità numerica per l'espulsione da doppia ammonizione di Tondi va addirittura a vincere in piena zona Cesarini.
Primo tempo molto contratto da parte dell' undici di mister Zampollini,, secondo che regala i primi tre punti della stagione. La strada da fare è ancora tanta, ma meglio avviarsi verso la prossima tappa (Alessandria) con qualche punto in saccoccia che fa soprattutto morale.


Casale.

Bilucaglia, Costanzo, Panzanaro, Sacco (69' Sorrentino), Chrysostome, Russo, Tondi, Cordua, Memmo (5' Giacchino), Furgato (50' Boyokino), Di Dio.

Ciriè.

Miglino, Valenti, Ruggiero, Salafrica, Salacone, Fioccardi, Tosi (31' Ippolito), Sciannimanico, Quintieri (64' canavese), Dessena (89' Tarallo), Mastrapasqua.

Arbitro: Dal Cin di Conegliano.

Reti: 35' Salacone (Ci), 84' Giacchino (Ca), 91' Di Dio (Ca).

Ammoniti: 15' Giacchino (Ca), 16' Salafrica (Ci), 20' Furgato (Ca), 41' Chrysostome (Ca), 56'm Salacone (Ci), 58' Sciannimanico (Ci), 61' Salafrica (Ci), 66' Tondi (Ca), 71' Fioccardi (Ci), 87' Tondi (Ca).

Espulsi: 61' Salafrica (Ci), 87' Tondi (Ca).

Calci d'angolo: 7-5 per il Ciriè.

Al 56' Miglino ha parato deviandolo sul palo un rigore calciato da
Panzanaro.


Derthona-PB Vercelli 2-2
4’ Gigliotti (D), 15’ Troiano (VC)
31’ rig. De Lorentis (VC), 89’ Ventura (D)

Lavagnese-Rivoli 3-2
24’ Ghiggeri (L), 25’ Pierotti (L)
32’ Placida (R), 57’ Ammendolea (R)
93’ Evacuo (L)

Lotto Giaveno-Alessandria 1-3
8’ Perrone (L), 45’ rig. Artico (A)
69’ Artico (A), 87’ Artico (A)

Novese-Sestri L. 1-3
22’ Giglio (N), 48’ Annoni (S)
54’ Lanati (S), 74’ Sanguinetti (S)

Rivarolese-Savona 0-0

Saluzzo-Imperia 0-1
4’ Ciolli (I)

Sanremese-Biellese 1-2
31’ Lazzaro (B), 66’ Brunetto (S)
79’ Lazzaro (B)

Vado-Sestrese 0-3
33’ Camussi, 71’ Virgili
75’ Grazzini