
Mah, che il blog sia monitorato da qualcuno al quale ho fatto espressa richiesta da una settimana a sta parte lo so, ma gli altri 27 chi sono? Presentatevi alla comunità, è più utile per tutti no?
CASALE CITTA', ULTRAS NEROSTELLATI, TIFO CASALESE, CINGHIALI


Ed ora qualcuna delle due squadre.

Per tornare infine ai nostri eroi presenti in infrasettimanale su un campo di certo non "amico" con la squadra già eliminata: se non è amore questo...

Domenica dunque arriva l’Imperia, forte del 3 a 0 di domenica contro il (mi rifiuto di fare pubblicità poco occulta) Giaveno che ha riscattato la pessima partenza patita in quel di Lavagna contro i Corsari del Sestri per 0-1.
L’anno passato incontrammo i nerazzurri all’andata al Ciccione imponendoci con un risultato roboante, ma l’ Imperia era al culmine di una crisi societaria profondissima che rischiava di sconquassare tutto poi, grazie a un girone di ritorno più che dignitoso, la squadra si salvò.
Al ritorno, reduci dallo spettacolare pareggio del Moccagatta, i nerostellati persero la partita casalinga contro l’undici ligure scatenando profonde ire nella tifoseria, ire che si attenuarono in seguito da una parte della tifoseria grazie alla vittoria dei poi inutili play-off, ire che si acuirono sempre più per ciò che riguardò i Cinghiali fino alla situazione odierna.
http://samuraiultrasimperia.tripod.com/
http://site.voila.fr/ss13/index.html
Era un po’ che ne volevo parlare, quanti di noi hanno detto e sognato almeno una volta nella vita di dire: “Fanculo, mollo tutto, prendo armi e bagagli e me ne vado a vivere in un’isola tropicale!” ?
A inizio anno trovai questa perla di articolo che raccontava di un giocatore di quelli che il calcio moderno non genera più, Alviero Chiorri, tutto genio, sregolatezza e tanto talento non trasformato in successi e gloria.

Alviero Chiorri, oggi 47 anni, ha giocato soprattutto nella Samp e nella Cremonese
MILANO, 26 gennaio 2007 - Corriere della Sera dell’altro ieri, intervista all’ex c.t. azzurro Marcello Lippi. Domanda: «C'è un suo compagno di squadra che avrebbe meritato molto di più di quello che ha avuto dal calcio?». Risposta: «Alviero Chiorri, qualità tecniche e atletiche a livello dei più grandi. Ora vive a Cuba». Chiorri giocava assieme a Lippi nella Sampdoria degli anni Settanta. Romano di origini, possedeva numeri eccezionali, una specie di Totti prima di Totti. Era un ragazzo, debuttò in serie A a ridosso dell’inquieto 1977, anno di violenze e trasgressioni. Al raduno estivo si era presentato in tenuta da spiaggia: sandali e bermuda, orecchini ai lobi e un catenone d’oro al collo. Sembra di rivederlo, e di risentirlo parlare in mezzo romanesco: «Ahò, so’ Alviero, che problema c’è?». L’allenatore della prima squadra, Eugenio Sergente di Ferro Bersellini, l’aveva cacciato seduta stante, salvo richiamarlo poi per manifesta superiorità calcistica.
AZZURRI OVER 40 «Bisognerebbe vivere i vent’anni con l’esperienza dei quaranta», riflette oggi Chiorri, che in questi giorni sta a Roma per motivi familiari, ma che conferma la versione di Lippi: «Certo, abito a Cuba in pianta stabile dal ’94 circa. Che cosa faccio? Niente, mi godo la vita. Ho casa in centro all’Avana, seguo i miei figli piccoli, una bambina di sei e un bimbo di due. Vado al mare e continuo col calcio. Gioco nella "Tricolor", squadra di italiani a Cuba. Partecipiamo a un torneo over 40, nel 2006 siamo arrivati terzi. Indossiamo le maglie azzurre dell’Italia. Quelle vere, ufficiali, che mi ha spedito Marcello (Lippi, ndr)».
SCARPE DIVERSE Chiorri coltivava un piccolo segreto, calzava scarpe da pallone spaiate. «Al piede destro tenevo i sei tacchetti da campo pesante anche se il terreno era asciutto, perché volevo che la gamba d’appoggio fosse stabile, ben radicata. Al sinistro, estate o inverno che fosse, mettevo lo scarpino coi tredici tacchetti perché volevo che la gamba creativa mantenesse più libertà di movimento». Una carriera all’insegna del se. Se si fosse allenato meglio, se avesse collezionato meno ragazze, se non fosse scappato dai ritiri. Se, se, se. «Diciamo la verità: per diventare grandissimi, competere agli alti livelli, non basta essere bravi sul campo. Avevo dei limiti, arrivai in serie A troppo giovane, ma va bene lo stesso, mi sono divertito».
CHE TRIO A un certo punto, estate del 1981, Chiorri lo prestarono al Bologna e in quell’anno il club rossoblù si ritrovò con tre attaccanti che a ripensarci vengono i brividi: Chiorri, Roberto Mancini (lui, l’allenatore dell’Inter) e Macina. Marco Macina, chi era costui? «Un fenomeno, più bravo di me e Mancini. Anche Marco non fece la strada che doveva». Macina, sammarinese, passò al Milan, ma non sfondò e si smarrì presto nelle serie minori. Chiorri lasciò la Samp nell’estate ’84, girato alla Cremonese nel quadro dell’affare Vialli. Paolo Mantovani, presidente doriano, chiamò Alviero: «Mi dispiace, non posso fare diversamente». Parole dolenti, anni prima Mantovani aveva vincolato l’acquisto della Samp da parte sua alla conferma del baby-prodigio, corteggiato dall’Inter. Un destino garbato regalerà a Chiorri il congedo perfetto: l’ultima partita da professionista sarà Samp-Cremonese (2-2), maggio ’92. Acqua passata, il presente è Cuba. E il futuro? Dove sarà Alviero nel 2020? «E chi lo sa? I Caraibi sono pieni di isole e isolotti...».
Per vedere l’attuale mondo di Chiorri fatevi un giro qua:
http://www.nazionaleitalianaveteranicuba.com
Puttana vacca che invidia….

MENU’ TIPICI “PRO LOCO”
Stufato d’asino con polenta, Lumache in umido, Asianot con zabaione
BALZOLA:
Polenta, salciccia e fagioli, Polenta e gorgonzola,
BORGO SAN MARTINO
Agnolotti al sugo d’arrosto, Bollito misto con bagnetto, Zabaione con krumiri
CASALE MONFERRATO
Insalata di nervetti di manzo piemontese con fagioli, Polenta concia, Grigliata mista con patatine
COMITATO VECCHIA PORTA CASALE
Panissa vercellese, Rane fritte, Tartufatine
FRASSINELLO MONFERRATO
Caffetteria/Bar
GABIANO
Tagliatelle al sugo di cinghiale (n.d.r. SASIN!), Pesche ripiene al forno
GRANA MONFERRATO
Antipasti misti, Agnolotti d’asino, Salciccia con peperonata
MORANO PO
Antipasti dal dì d’la festa, Panissa, Dolce di Morano
OCCIMIANO
Risotto al barbera, Prosciutto al forno con patatine, Torronata
ODALENGO PICCOLO
Salame cotto caldo con crema di formaggi fusi, Cruciun del Trifulau con olio del Monferrato, Torta di mele
OZZANO
Agnolotti con tartufo, Grigliata di carne con patatine, Pesche al vino, Budino bicolore
QUARTI DI PONTESTURA
Gnocchi ai formaggi, Peperoni in bagna cauda, Crostata monferrina
RONCAGLIA
Fritto misto alla piemontese
SAN MAURIZIO DI CONZANO
Friciulin di erbette, Tagliatelle al ragù di funghi e salciccia,Salame al cioccolato
TERRANOVA
Sgroppino,Dolce di riso, Bunet



Con colpevolissimo ritardo riporto una notizia postata sul sito di Tifo-net la settimana passata, siccome essa sposa i valori di solidarietà, altruismo e uguaglianza che questo blog professa sin dalla sua nascita parallelamente al mondo del tifo, ritengo doveroso pubblicarla.
Alla conclusione il progetto "El Estadio del Bae"
Fonte: VESPORT.IT
"Una delegazione di ultras del Futbol Rebelde ha partecipato assieme agli attivisti dell’Associazione YaBasta alla Carovana "Construir Autonomia" per conoscere l’esperienza dell’autogoverno delle comunità indigene, per confrontare le esperienze di ribellione nel mondo, per costruire reti e ponti oltre gli oceani continuando il percorso intrapreso nell’ormai lontano 2001 con l’avvio del progetto “El Estadio Del Bae”.
Durante i lavori del II Incontro Internazionale tra gli zapatisti e i Popoli del Mondo all’interno del caracol La Realidad i partecipanti alla Carovana "Construir Autonomia" hanno seguito in particolare quelli riguardanti sanità ed educazione.
Le basi d’appoggio zapatiste e i promotori di salute hanno spiegato gli importanti risultati raggiunti soprattutto nel campo della chirurgia, elencando gli interventi dell’ultimo anno, tra i quali figuravano l’appendicite, ma anche l’asportazione di un tumore: le cure mediche e gli interventi chirurgici sono eseguiti nella clinica di San José del Rio, costruita anche grazie al sostegno economico dell’Associazione Ya Basta.
Hanno poi spiegato l’importanza del recupero della medicina tradizionale rispetto a quella moderna e la lavorazione delle piante medicinali all’interno dell’Erbolario, una struttura che si trova all’interno del caracol e la cui costruzione è stata finanziata dall’Associazione Ya Basta e dagli ultras del Futbol Rebelde all’interno del progetto "El estadio del Bae".
Nel pomeriggio una delegazione delle tifoserie del "futbol rebelde" ha affisso una targa nell’erbolario, una struttura che è nata grazie al contributo economico all’interno del progetto "El estadio del Bae".
Si è quindi tenuta una cerimonia di inaugurazione ufficiale nella quale la Junta de Buen Gobierno del Caracol ha pubblicamente espresso “gratitudine ai fratelli ed alle sorelle del Futbol Rebelde per il sostegno solidale offerto alle comunità”.
L’erbolario è un edificio composto da tre stanze: nella prima si raccolgono le piante e si studiano le proprietà medicinali; nella seconda è situato il laboratorio nel quale si fanno bollire le piante; nella terza è posta la farmacia omeopatica dove si svolgono consulte mediche e si possono acquistare i medicinali naturali.
Il progetto erbolario nasce dalla volontà di recuperare le cure tradizionali degli antenati, infatti il lavoro più importante è stato quello di catalogare una cinquantina di piante e di studiarne gli usi terapeutici.
Il progetto El Estadio del Bae giunge quindi alla sua conclusione.
La rete del Futbol rebelde continuerà la cooperazione orizzontale con le comunità zapatiste sostenendo il progetto AGUA PARA TODOS coordinato da YaBasta. info su http://www.elestadiodelbae.org http://www.futbolrebelde.org http://www.yabasta.it"
Artcolo sopra tratto da "il monferrato" del 04/09/2007 http://www.ilmonferrato.it/
E’ brutto quando uno si è già preparato un post fra l’ilare e il coglionesco, poi sfoglia un giornale e logicamente si sente in dovere di mandare tutto a carte e quarantotto e virare su un argomento che DOVREBBE stare più a cuore a noi casalesi.
Avevo già fatto un post mesi fa su questa situazione oramai incancrenita, speravo che si fosse verso l’happy-end e invece sfogliando il Monferrato di martedì leggo di quest’ultima beffa: siamo arrivati al piattino dell’ elemosina in mano ai lavoratori per tirare a campare?
Siccome a Casale abbiamo più sportelli bancari che panchine nei giardini pubblici, cosa bisogna fare perché qualche Istituto intervenga? La politica una volta tanto il suo l’ha fatto (vedi reperimento soldi per l’anticipo degli addetti rimasti alla vecchia ditta), possibile che questo “fenomenale” privato di cui tanto si parla quando si discute di efficienza, non sia in grado di intervenire per rendere la vita di questi lavoratori più dignitosa?
p.s. Tranquilli sig.ri Istituti di Credito, nel caso vi decideste, i soldi vi verranno restituiti con tanto di interessi, non correte il rischio di sembrare un po’ meno bravi affaristicamente è un po’ più umani eticamente…

E finalmente si riparte! Dopo una brutta estate (l’ennesima, ahinoi!), e l’odierna ennesima partita insignificante contro la Pro Sesto in Coppa Italia, domenica prossima si va a far visita alla Biellese e i Cinghiali sono pronti alla trasferta.
L’ultima volta che incontrammo i bianconeri fu alla 22° del campionato di serie C2 della stagione della vergognosa (per come maturò) retrocessione, ossia 2005/2006, al Natal Palli e fu un’inutile 1-1 (che faceva il pari con lo 0-0 dell’andata alla 5°).
Ma la mente non può non andare a quei play-out della stagione 2004/2005 dove, dopo un pareggio al Natal Palli la squadra dell’allora tecnico Luperto (dopo l’esonero di Iacolino) , andò a espugnare il Lamarmora con 5 pullman di tifosi casalesi al seguito.
Proprio nella stagione 2004/2005 pareggiammo 2-2 a Biella alla 4° e vincemmo 1-0 in casa al ritorno.
A chi si scandalizza sull’ epilogo dei vergognosi play-off della serie D vorrei domandare quale fu il significato dei play-out del 2004/2005 dove battendo i bianconeri li facemmo retrocedere in D, salvo vederceli arrivare davanti nel campionato successivo, tanto che loro si salvarono e noi retrocedemmo. Ma su questa strada si potrebbe andare avanti all’infinito (vedi ripescaggio della retrocessa sul campo Pro Vc la stagione precedente, il ripescaggio “miracoloso” del Lecco non promosso sul campo sempre nel 2004/2005 ecc. ecc.)…

Il Lamarmora ha una capacità di 5000 posti ma, visti gli umori attuali, dubito sarà gremito in ogni ordine di posti sia per quel che concerne i sostenitori locali (a proposito, ma sono ancora sotto quelle pensiline tipo fermata del bus di Brignole?), sia per ciò che concerne la tifoseria ospite ( ri-approposito, per la Stampa di lunedì gli spettatori domenica al Palli erano 900, per il Monferrato di martedì 750, per la Vita Casalese giovedì arriveremo alla più realistica cifra di 600? Siamo nelle mani dell’abaco di Don Busto…).
Due parole sui sostenitori della Biellese. Logicamente fra noi e loro non corre buon sangue (dico logicamente perché ci sono più tifoserie avversarie alle quali noi tifosi casalesi stiamo sui coglioni che bambini che ritenessero Erode un assassino 2000 anni fa…), memorabili le scenette durante lo spareggio dei play-out di due anni e mezzo fa separati solo da un cuscinetto di tribune lasciate vuote e presidiate dalle forze dell’ordine, scenette che furono solo le prove della gara di sputi, insulti, movenze scimmiesche che vivemmo la passata stagione in quel di Savona quando il divisorio era ancora più limitato e senza presenza alcuna. Altra cartolina dal recente passato le scene (sempre nella stagione 2004/2005) di giubilo a base di mortaretti e tricchettracche sul canale Lanza da parte della tifoseria ospite alla vista di alcuni sostenitori nerostellati.
Innanzitutto diciamo che fra i libri relativi al mondo Ultras questo è uno dei più riconosciuti e apprezzati per la completezza non solo storiografica ma anche fotografica di tutto ciò che è voluto dire Brigate e Verona dal 1971 alla metà degli anni ’90.
Le Brigate gialloblu nascono il 30 marzo del 1971 e sono destinate a essere uno di quei rari esempi che, nel bene e nel male, hanno fatto scuola fra le altre tifoserie.
Gentile "omaggio" che le Brigate lasciavano a chi incontravano...Il libro è un incedere ininterrotto di storia, immagini della tifoseria veronese e del suo fulcro (le Brigate logicamente), di articoli di giornale che vanno da quelli di cronaca che rasenta la nera a veri e propri bollettini di guerra, di storie nelle storie, di canzoni e cori da stadio, di quello che divenne alla fin fine un vero e proprio stile di vita e un fenomeno incredibile in una cittadina di 250.000 anime che riusciva a mettere in fila sugli spalti e poi sul campo (il grande Verona di Bagnoli) tutte le città metropolitane come Milano, Roma, Torino, Napoli e Genova.
Volantino tratto da "I guerrieri di Verona"
Alcuni aneddoti raccontati nel libro rasentano l’epico: il gruppo A.S.U. ad esempio, degli autentici zozzoni che come stile di vita giravano con vestiti sbrindellati, insozzavano fino all’inverosimile il loro pulmann da trasferta ed erano fondamentalmente anarcoidi, ma diventavano immediatamente inquadrati nella falange gialloblu in particolari momenti. Il primo gemellaggio e riconoscimento con una tifoseria inglese come quella del Chelsea dalla quale i veronesi importarono molto dello stile Ultras che molti anni dopo arrivò in Italia, oppure la narrazione di tutte le trasferte in Italia e in Europa fra le quali quella di Salonicco contro il Paok: l’Odissea di Ulisse al confronto fu un viaggio con Alpitour….
Poi, con una storia ventennale alle spalle, le Brigate si sciolsero ufficialmente ma la passione per l’Hellas continuava ad albergare nei cuori di tutti quelli che fino al giorno prima avevano fatto parte di quella incredibile storia, cosicchè la curva Sud (ribattezzata curva delle Brigate) del Bentegodi continuò a essere popolata dai fans veronesi.
Le Brigate arrivano al loro epilogo
Ora, mi sono volutamente astenuto dal dare giudizi sulla tifoseria per quel che riguarda i numerosi eccessi (soprattutto di stampo razzista) che soprattutto negli anni ’80 sfociarono in vere e proprie manifestazioni disgustose, l’ho voluto fare non per esimermi dal condannarle ma per cercare di seguire lo spirito del libro che parla di una passione che più che dai criminologi avrebbe dovuto essere studiata da sociologi: cosa ci insegna l’esperienza delle Brigate? Perché un amore così viscerale per i propri colori ricambiato da tutti quelli che ne sono stati gli idoli (vedi un galantuomo come il sopraccitato Bagnoli in primis)? Credo che lo sfogliare questo tanto prezioso quanto raro volume potrebbe darne un idea…..
Introduzione di Silvio Cametti tratta da “I Guerrieri di Verona”
Questo libro è unico nel suo genere. In Inghilterra sono già stati pubblicati alcuni testi, sia “provocatori”, sia atti a studiare il comportamento violento degli stessi.
……..
Questo libro documenta quello che è stato per la città di Verona, il fenomeno giovanile più rilevante del dopoguerra. Raccontando la storia delle Brigate Gialloblu si riesce contemporaneamente a spiegare alla gente cosa è veramente accaduto nei 25 anni dal 1971 al 1996 durante i quali centinaia di giovani veronesi, proponendosi come alfieri della loro squadra del cuore (l’ HELLAS VERONA), non hanno mai smesso di mettersi in evidenza con azioni, gesti, proponimenti ed editti, balzando alla cronaca dei giornali e delle televisioni. Questa ricerca è stata lunga e difficoltosa.
Luther Blisset


Attenzione per tutti: grandi, piccini, uomini, donne, anziani. Bisogna informare tutti, bisogna colmare la mostruosa lacuna informativa che si è verificata nella nostra città nel mese di agosto!
E finalmente si va a sostenere i propri colori: sempre coerenti con le decisioni prese naturalmente...

Campionato Nazionale serie D Girone A 1°GIORNATA
Alessandria - Sestrese 2 - 0 18'Larganà, 47'Guelli
Casale - Savona 1 - 2 19'Pellegrini(SV), 65'Di Dio, 89'Moronti(SV)
Lottogiaveno - Biellese 0 - 1 59' Santoro
Novese - Cirie' 0 - 1 17' Canavese
Rivarolese - Derthona 2 - 1 30'Uccello (RI) , 60'Ventura (DE), 75' Uccello (RI)
Saluzzo - Rivoli 0 - 6 4'Jacolano, 43', 47',73',84' Ammendolea, 49' De Martini
Sanremese - Lavagnese 1 - 0 46' Pappalardo
Sestri Levante - Imperia 1 - 0 55' Zumino
Vado - Pro Belvedere V. 0 - 2 10' Vitali, 85'De Lorentiis
Classifica Alessandria 3 Casale 0
Ciriè 3 Lottogiaveno 0
PB Vercelli 3 Derthona 0
Rivarolese 3 Imperia 0
Rivoli 3 Lavagnese 0
Sanremese 3 Novese 0
Savona 3 Saluzzo 0
Sestri L. 3 Sestrese 0
Biellese 3 Vado 0
Alla luce della turbolenta estate calcistica casalese, in seguito alle pesantissime vicissitudini che la nostra squadra del cuore ha dovuto passare , ho lanciato un sondaggio relaivo alle decisioni che i fruitori di questo blog avrebbero dovuto prendere in merito alla propria adesione o meno del nuovo progetto nerostellato in versione 2007/2008: avrebbero rinnovato l'abbonamento? E in caso dubitativo, a cosa avrebbero subordinato la propria scelta? Il campione che ne è uscito è limitato ma non troppo: 37 votanti.
Quando una settimana fa chiacchieravo con un altro membro dei Cinghiali dicevo :"Ma quante persone vuoi che vadano sul mio blog: non è pubblicizzato (anzi, a volte mi sembra boicottato!), non è allineato ai desiderata della società come mi sembra faccia certa stampa, descrive il punto di vista di una sola parte della tifoseria, non è perennemente aggiornato perchè portato avanti da una sola persona che lavora sei giorni su sette e quasi sempre fino alle 19.00".
Come tutti gli anni arriva la prima di campionato al Palli, ma quest’anno sarà diversa dal solito.
La prima di campionato riporta con sé tutte le abitudini che ci hanno accompagnato l’inverno precedente e delle quali ci siamo sentiti orfani per tutta l’estate.
Ritrovo sotto casa con i soliti amici fidati, la macchinata che ci porta in via Buozzi cambia raramente, persone fidate che non cambiano mai, vuoi per la cabala vuoi per l’affiatamento che nel corso degli anni si è sempre più consolidato.
E poi via, l’arrivo e la solita tiritera che da qualche anno a questa parte accompagna il parcheggio, strade chiuse si strade chiuse no, e via a inventarsi il parcheggio più strano ogni volta, ad aggirare divieti di sosta, segnali di divieto d’accesso ecc. per poter parcheggiare il più vicino possibile al ponticello sul canale Lanza.
Ed è all’altezza del ponticello che inizia il rituale di vaffanculeggiamenti, saluti, pronostici ecc. ecc. con tutte le facce conosciute che da lì in poi si iniziano a incontrare e che si dirigono per la funzione della sacra domenica: la partita del Casale.
Passato il filtro delle perquisizioni e vidimato il proprio abbonamento c’è il rito dei riti: il caffè.
La concentrazione di vaccate che vengono sparate e sentite mentre si sorseggia il caffè (che soprattutto nei mesi invernali quando si gioca alle 14.30 viene sorseggiato appena dopo aver ingollato l’ultimo boccone a casa) nel chiosco vicino alla biglietteria è da livello di centro di igiene mentale.
Pronostici sulla squadra? Disastrosi. Considerazioni sugli avversari? Da “imbattibili” a “brutta gatta da pelare”. Giudizio sugli spettatori presenti? Vergognosi. Situazione meteorologica? Pessima per la partita. Insomma, non va bene nulla nell’immediata vicinanza dell’ incontro, sarà poi l’inizio della partita stessa a fugare ogni dubbio. Una bella occhiata al campo e alle squadre che si stanno spesso ancora riscaldando, il manto va bene, ce la possiamo giocare!
E finalmente si va! Ci si avvia verso il proprio settore, gli amici sono già lì, lo striscione è già stato appeso o ti stanno aspettando per dare una mano, poi ci si mette vicini, ci si guarda, si ride, si inizia a cantare…
Caro Casale, domani sarà differente dagli altri anni, domani sarà così:

Articolo tratto da "la Stampa" del 29/08/2007And the winner is…. Casalesi dell’anno a furor di popolo per la seguente motivazione: “ Testate nella vetrina per rubare film hard”.
Mancano ancora quattro mesi alla fine del 2007 per carità, ma è innegabile come abbiano saputo rappresentare la Casalesità i nostri magnifici tre della situazione, in tutte le sue sfumature: perversione, ingegno (ma chi ci avrebbe pensato ad un modo così sopraffino?), sprezzo del pericolo (e del ridicolo) e quella dose di sana follia che a Galileo fece capire come funzionava l’universo, a loro forse come nascevano i bambini.
p.s. Io a 15 anni al massimo ciulavo le merendine alla Standa, i giovani d’oggi sono decisamente più avanti…