martedì 3 febbraio 2009

Invasione ad Ivrea /2

In prosieguo all'ultimo articolo nel "dicono di noi", anche il torinese è - come la nostra - terra prescelta per le scorribande suine per la (non proprio) felicità degli agricoltori che vedono vanificarsi il proprio lavoro.

Infatti "I cinghiali sono autori di danni devastanti ai seminati di mais e ai prati. Le situazioni più critiche si registrano nei campi della collina torinese, della zona di Ivrea, nel basso Chivassese, come in tutto il Canavese. Nelle ultime settimane i coltivatori hanno segnalato agli uffici di zona dei berretti gialli un aumento esponenziale dei danneggiamenti a carico delle colture agricole. Danni pesanti si registrano anche in zone sinora rimaste indenni".
E' quanto detto da Riccardo Chiabrando, presidente Coldiretti Torino che aggiunge: "I comuni che registrano devastazioni maggiori sono Mercenasco e Candia, ma ad essere colpito duramente è tutto il perimetro compreso tra Villareggia, Mazzè, Caluso, Foglizzo, Vialfrè, Cuceglio, San Martino e Strambino. Solo in quest’area le aziende lese dagli ungulati sono 150 e la stima dei danni è di 50mila euro. E’ evidente che le misure di contenimento sin qui adottate non sono efficaci. Noi, da tempo, chiediamo una serie di interventi straordinari che portino a contrastare con la dovuta decisione la presenza degli ungulati che si sta rivelando non compatibile con l’attività agricola".
"Sono anni che in primavera registriamo un aumento dei disastri alle coltivazioni da parte degli ungulati senza che vengano messe in atto misure efficaci. Dalle istituzioni manca la consapevolezza della gravità di quanto sta succedendo: in vaste aree della provincia l’attività agricola è gravemente compromessa. Gli abbattimenti non sono più rinviabili. Senza segnali precisi, rapidi ed efficaci da parte degli enti interessati, esiste la possibilità che i coltivatori, esasperati, arrivino a fronteggiare direttamente gli ungulati".
Ha poi concluso Chiabrando: "Nei prossimi giorni chiederemo un incontro al Prefetto di Torino alla presenza dei sindaci dei comuni più colpiti dagli ungulati per esporre i dati di questa emergenza. Se a breve non si prenderanno provvedimenti i coltivatori presidieranno le istituzioni per ottenere soluzioni rapide e risolutive".
La Coldiretti chiede un intervento da parte dei parlamentari piemontesi e chiede all’assessore regionale all’Agricoltura, Mino Taricco, di far presente il problema in occasione della Conferenza Stato-Regioni.
L’Apat, Agenzia per la protezione dell’ambiente, chiede all’Istat di avviare una rilevazione statistica della presenza degli ungulati in tutta Italia.

http://www.ecoditorino.org/appello-dei-coltivatori-contro-i-cinghiali.htm

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