

Non mancano le origini della squadra casalese, fondata dal professore Raffaele Jaffe nel 1909 presso l'istituto Leardi. Conosciamo tutti la data ufficiale, e a quanto pare si può anticipare al gennaio dello stesso anno seppur in via solamente ufficiosa.
Agli inizi del secolo scorso la Pro Vercelli spadroneggiava nel calcio italiano e questo ovviamente non andava giù ai casalesi, con cui c'era un'accesa rivalità. Pare che Jaffe un giorno fosse arrivato a scuola inviperito per i conitui successi dei bianchi e, una volta radunati gli allievi geometri e ragionieri avesse detto loro le seguenti parole: "non si può andare avanti così! Nel 1215 i vercellesi, che per ottenere qualche risultato avevano dovuto allearsi con Alessandria e Milano, rasero al suolo Casale che cominciava a dar loro fastidio. Fu una grossa tragedia, ma i casalesi, da soli, nel 1403 gli risposero per le rime riprendendosi tutte le prede di guerra di due secoli prima. Da allora i vercellesi non hanno perso occasione per farci dispetto. Ora, dopo aver vinto un campionato d'Italia di foot-ball, sono sulla strada per vincerne un altro: non si può andare avanti così - disse scandendo le sillabe e alterando il timbro di voce - Bisogna fare qualcosa! Se non li fermiamo noi non li ferma nessuno...".
Così fu fondata la squadra del Casale, poi diventata Sparta nel periodo della guerra: maglia nera in contrapposizione a quella bianca dei rivali ed una stella sul petto a brillare, così i giocatori potevano essere guidati dalla loro stella sul cuore.
Così fu fondata la squadra del Casale, poi diventata Sparta nel periodo della guerra: maglia nera in contrapposizione a quella bianca dei rivali ed una stella sul petto a brillare, così i giocatori potevano essere guidati dalla loro stella sul cuore.

Poi sono giunti anche giocatori del calibro di Umberto Caligaris ed Enrico Migliavacca, che tutti conosciamo. In particolare il secondo è tuttora l'unico giocatore non attivo sul piano atletico ad essere stato convocato in nazionale: natìo di Morano sul Po, persona timida ed introversa, aveva cominciato a giocare a calcio già da 10 anni ed i suoi esordi furono prima nello Sparta, poi nel ricostituito Casale. Dopo una breve permanenza a Novara, sentì la nostalgia dei colori nerostellati, volendo tornare a Casale: questa sua volontà dovette starsene per due anni inattivo. Ma intanto nel frattempo arrivarono comunque per lui le porte della nazionale.
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